Storia dell'hotel


SCOPRITE LE TRADIZIONI DELL’HOTEL

Una ristrutturazione raffinata

Fin dai suoi inizi il Palazzo è stato sede di una ricca collezione di opere d'arte, una tradizione che ha avuto origine dalla nobile famiglia Pisani, e che è proseguita con i suoi successivi proprietari, tra cui i Gritti. Designato storicamente dalle élite di tutto il mondo come luogo di celebrazione di importanti eventi, questa tradizione continua a tramandarsi nel tempo. Dalla suite panoramica Terrazza Redentore e dalla terrazza del Bar Longhi alla Scuola Epicurea Gritti, l’hotel offre ambienti esclusivi per celebrare ogni momento.

L'arte nelle sue molteplici forme è stata una parte importante della ristrutturazione, dai preziosi tessuti Rubelli che arredano camere e suite, agli eccezionali lampadari in vetro meticolosamente restaurati a mano secondo la tradizione da abili vetrai della vicina Murano.

Una storia ricca di fascino

Palazzo Gritti risale al 1475, anno in cui gli fu dato l’attuale aspetto gotico dalla famiglia Pisani, che all'epoca vi abitava. Nel 1525 divenne la residenza ufficiale dell’allora Doge di Venezia, e in seguito ospitò diverse famiglie nobili della città e illustri visitatori.

Fu all'inizio del XIX secolo che Palazzo Gritti fu trasformato in hotel e ora, dopo una meticolosa ristrutturazione, offre agli ospiti uno sguardo sul suo intrigante e illustre passato. Ammirate la raffinata ristrutturazione, dagli splendidi pavimenti della terrazza alla straordinaria selezione di opere d'arte e oggetti d'antiquariato che ornano tutti gli spazi privati e comuni all'interno dell'hotel.

Ospiti illustri

Nel corso degli anni, il The Gritti Palace ha accolto numerosi ospiti famosi. È stato testimone del succedersi di diverse famiglie nobiliari, come i Pisani e di nuovo i Gritti nel 1814.

Alcuni anni dopo fu venduto alla baronessa Susanna d'Eyb, vedova del barone Vetzlar. Fu durante questo periodo che John Ruskin e la sua giovane moglie Effie trascorsero un lungo periodo a Palazzo Gritti, dove scrisse il suo famoso libro “Le pietre di Venezia”.

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