Storia dell'hotel


Quando Emilia e Giuseppe Menardi inaugurano il Palace Hotel Cristallo nel 1901, Cortina era un piccolo paesello di montagna nel territorio dell’Impero austro-ungarico. Progettato dal mastro architetto Gustavo Ghiretti e ispirato all’art nouveau in onore delle nobili tradizioni viennesi, ora come allora l’hotel sovrasta la valle, stagliandosi bianco su uno sfondo di verdissimi prati. L’eleganza, la posizione privilegiata al margine dei boschi e la vista mozzafiato sul gruppo montuoso delle Tofane, accanto alla grande dedizione dei coniugi Menardi, lo resero in poco tempo una delle destinazioni internazionali più ricercate. Ne sono prova i primi registri dell’hotel, che contengono le firme di numerose personalità quali Lev Tolstoy e molti altri ospiti provenienti da tutto il mondo.

La Grande Guerra: La I Guerra Mondiale fu un tragico colpo che segnò la fine dell’epoca d’oro nel 1915. L’hotel fu adibito a ospedale militare, uso che lo lasciò quasi completamente distrutto.

Con la ricostruzione del dopoguerra nel 1947, Cortina vide l’inizio di una nuova era del turismo. Gli attenti lavori di restauro riportarono il Cristallo al suo vecchio splendore e, sotto la gestione di Leo Menardi e di sua moglie Ofelia Zardini, l’hotel riaprì le porte ai suoi ospiti per accoglierli in quell'atmosfera elegante e esclusiva che l’aveva sempre contraddistinto.

Leo Menardi disponeva della saggezza, della sensibilità e delle capacità organizzative per anticipare le tendenze e capire e soddisfare i desideri più stravaganti. Per quanto riguarda lo sport, Cortina deve a lui l’introduzione dell’hockey su ghiaccio e del curling. Menardi, inoltre, promosse la squadra di bob Cristallo Bob Club e, cosa ancor più importante, la leggendaria “Coppa d’oro delle Dolomiti”, una gara automobilistica che portò sui tornanti delle Alpi i migliori piloti del mondo, oltre che le prime Ferrari. Già meta preferita degli sport invernali, Cortina fu la prima località montana italiana ad ospitare i Giochi Olimpici del 1956, attirando una fortissima attenzione mondiale che la trasformò in una delle destinazioni più famose e alla moda degli anni ‘60 e ‘70.

Leo e Ofelia Menardi passarono poi il testimone al figlio Rinaldo, dotato di una spiccata capacità di cogliere e interpretare le ultime tendenze della nuova generazione. Rinaldo aprì infatti il club Monkey, che divenne ben presto uno dei locali preferiti e la culla dei grandi amori e delle forti passioni della gioventù d’oro dell’epoca. Questi erano gli anni di protesta contro la rispettabilità della borghesia e il Monkey fece da teatro alla moda e alla vita notturna con feste e eventi indimenticabili all'insegna dell’anticonformismo. Klaus Kinski, Ira Furstenberg, Philippos Niarchos, i Principi del Liechtenstein, Shirley Bassey, Brigitte Bardot e Luca Cordero di Montezemolo sono solo alcuni dei frequentatori abituali (che includevano rampolli di famiglie nobiliari, industriali, attori e artisti) che animavano e rendevano elettrizzanti quelle lunghissime notti.

Quelli furono anni spensierati e di forte creatività, durante i quali Cortina e il Cristallo vennero utilizzati come ambientazione di film, primo fra tutti “La Pantera Rosa”, diretto da Blake Edwards nel 1963, che portò a Cortina David Niven, Peter Sellers, Capucine e Claudia Cardinale. Fu poi la volta di “Il Colonnello Von Ryan” con Frank Sinatra, James Bond Agente 007, “Vacanze di Natale” dei fratelli Vanzina, e quindi fiction e spot televisivi. La storia dell’intrattenimento è strettamente legata alla storia del Cristallo, il cui ambiente naturale di grande fascino e tendenza si presta perfettamente come scenografia cinematografica.

Negli anni ‘90 l’Hotel Cristallo rimase chiuso per un lungo periodo, ma l’attrattiva di questo paradiso che conservava la memoria di un passato scintillante era invariata e stuzzicò l’immaginazione dell’imprenditore bolognese Paolo Gualandi, che decise di riprendere quella magica storia interrotta in modo fin troppo repentino.

L’Hotel Cristallo Hotel Spa & Golf riaprì dopo 10 anni e riportò a Cortina una ventata di novità, accompagnata da un’opulenza fatta di libertà, eleganza e dinamicità che risvegliò lo spirito gioioso dei suoi anni migliori.

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